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mercoledì 4 luglio 2012

Emma Marrone tifa Italia e disegna bandiera sul viso: ma è quella dell'Ungheria

ROMA - Come tutti gli italiani, Emma Marrone ha tifato per la Nazionale in occasione deiCampionati Europei di calcio 2012. Per la finale la cantante, molto attiva su Twitter, ha postato una foto in cui compariva con il tricolore dipinto sulla fronte. La bandiera però, per errori nella realizzazione, coincideva con quella Ungherese. La gaffe naturalmente non è sfuggita agli attenti internauti, che sono subito intervenuti con battute e prese un giro sul caso. Veloce e divertente la risposta della stella lanciata da "Amici": "E' al contrario - si legge sul social network - perché se vincerà l'Italia percorrerò la mia strada in verticale.. Contenti?? E basta con ste gufate".


Emma Marrone sbaglia la bandiera italiana

Balotelli:"Fico incinta? L'ho saputo da altri. Ora voglio sapere se è mio"





MILANO - «Sono pronto ad assumermi tutte le mie responsabilità quando avrò le prove della mia paternità». È quanto dichiara Mario Balotelli a proposito della maternità della sua ex fidanzata Raffaella Fico. «Qualche giorno fa sono venuto a sapere da terzi che Raffaella era incinta - spiega Balotelli in un comunicato -. Per questo ho deciso di contattarla e solo a seguito della mia domanda mi ha confermato che era vero. Sono molto deluso, non credo sia normale non sapere nulla fino al quarto mese».

LO SFOGO DI MARIO «Anche se avrei preferito non parlare in pubblico della mia vita privata, mi vedo costretto ad intervenire per chiarire, una volta per tutte, il mio rapporto con Raffaela Fico», esordisce l'attaccante della Nazionale nella nota: «La nostra relazione è finita ad inizio aprile e da allora non ci siamo più frequentati, nè sentiti. Io non ho avuto più nulla a che vedere con la sua vita e Raffaella non ha avuto più niente a che vedere con la mia vita». «Raffaela - prosegue Balotelli - sa bene dal momento che ci siamo lasciati che non avevo e che non ho nessuna intenzione di ritornare con lei. Tuttavia per rispetto di quello che c'è stato tra noi non ho mai voluto parlarne neppure quando sono state dette e scritte cose non vere. Qualche giorno fa sono venuto a sapere da terzi che Raffaella era incinta. Per questo ho deciso di contattarla e solo a seguito della mia domanda mi ha confermato che era vero». Balotelli si dice «molto deluso. Non credo sia normale non sapere nulla fino al quarto mese. Non capisco - sottolinea - perchè non mi abbia contattato lei subito per dirmi una cosa di questa importanza. Mi assumerò tutte le mie responsabilità quando avrò le prove della mia paternità. Anche perchè mi dà molto fastidio vedere che su questa vicenda si sia già voluto lucrare vendendo foto ed interviste». «Credo che Raffaella sia già abbastanza famosa per potersi permettere di non dover sfruttare anche questa storia per scopi pubblicitari. Questa è la prima e unica volta che parlerò di questo argomento in pubblico e quindi non ho intenzione di replicare indipendentemente da quello che verrà detto o scritto da Raffaella»





martedì 3 luglio 2012

Lascia morire i 3 figli neonati e li mette nei sacchi di plastica



BERLINO - Ha lasciato che i suoi tre figli neonati morissero per la sua incuria, per poi nasconderne i piccoli cadaveri in dei sacchetti di plastica abbandonati poi nelle vicinanze della casa dove viveva a Ostertimke, nel Land tedesco della Bassa Sassonia. È stato l'allora convivente della donna, rimasto a vivere in quell'abitazione, a scoprire oggi uno dei corpicini in avanzato stato di decomposizione e avvisare la polizia. Attualmente, racconta la stampa locale, la donna oggi 43enne si trova in stato di fermo, ma avrebbe già confessato le sue responsabilità nei delitti. La polizia, con l'ausilio di cani addestrati, è riuscita a rinvenire finora solo due dei tre cadaveri di cui parla la donna, quello di una bambina di otto mesi circa e del suo fratellino di pochi giorni, nascosti nel sottotetto. Secondo gli investigatori i delitti risalgono a diverso tempo fa: «La donna ha lasciato quella casa già due o tre anni fa», ha detto al tabloid Bild il procuratore Burkhard Vonnahme. La 43enne, che ha altri tre figli di età compresa tra i 2 e i 18 anni, è stata fermata dalla polizia in una clinica dell'Assia e ora si trova in un carcere della Bassa Sassonia.

Trova un topo morto nelle patatine. Ventenne sotto choc a Venezia



Choc, nausea e di corsa all'ospedale. Questa la reazione di una giovane alla vista di un topo morto dentro al sacchetto di patatine appena acquistato. Tutto ciò sarebbe successo l’altro ieri a una ventenne di Spinea che aveva acquistato in un supermercato della zona un normalissimo, all’apparenza, sacchetto di patatine. Una volta giunta a casa la giovane, in compagnia del fidanzato, ha aperto la confezione iniziando a sgranocchiare le patatine. E siccome "una tira l’altra" non c’è voluto molto tempo perchè finissero. La ragazza, come fanno tutti, ha quindi cercato sul fondo della confezione le ultime goloserie da sgranocchiare trovando però un inatteso quanto sgradito ospite: un topolino... morto ovviamente e chissà da quanto tempo.

Cose da non credere. Un ratto dentro un sacchetto di patatine. La ventenne ha cacciato un urlo e da lì a poco ha cominciato a sentirsi male provando un forte senso di nausea. Comprensibile considerato il tipo di scoperta fatta. Da qui la decisione di recarsi subito al Pronto soccorso dove la giovane, decisamente scossa, è stata sottoposta ad una serie di esami per verificare eventuali contaminazioni del cibo venuto a contato con l’animale. Il giorno dopo, la giovane accompagnata dal fidanzato ha raggiunto la caserma dei carabinieri di Spinea denunciando quanto le era accaduto.

Le indagini sono partite immediatamente. Il supermercato dove la ventenne aveva acquistato la confezione di patatine verrà presumibilmente "visitato" dai Nas nei prossimi giorni. I carabinieri per ora non escludono alcuna ipotesi e stanno, come detto, verificando la veridicità del racconto reso dalla ragazza. Se la denuncia troverà riscontri oggettivi è chiaro che a quel punto scatterenno i provvedimenti del caso, a partire ovviamente dall’azienda che commercializza il prodotto.
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