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lunedì 30 aprile 2012

New York: video choc, esce dal McDonald e spara ad un ragazzo





Ecco il video choc:

Sms alla guida: video choc della polizia inglese

Ecco il video choc della polizia inglese per una guida più sicura:








Lo studio afferma: sposare un imbranato ti renderà felice

Metodi di sopravvivenza alla crisi: scegliete un marito imbranato.




Yourtango ci parla di una nuova ricerca pubblicata dalla Southampton Solent University in Regno Unito secondo la quale quando l’economia va male e ci sono problemi economici, le donne preferiscono relazionarsi con individui gentili e sensibili. Gli studiosi sono arrivati a questa conclusione dopo aver studiato i comportamenti di 150 donne nel valutare i profili di altrettanti uomini nei maggiori siti di appuntamenti on-line.
Dopo aver studiato i profili dei maschietti, è stato chiesto loro d’individuare i “papabili” per un appuntamento e quali a prima vista potevano definirsi adatti a un matrimonio. Il risultato è stato per certi aspetti straordinario: le donne preferivano gli “imbranati” rispetto ai “macho”, specie in prospettiva di una relazione duratura.
Ovviamente diventa difficile confutare una ricerca del genere, ma perché definire gli uomini “wimpy”, “imbranati”? Se un uomo è affettuoso, attento, sensibile, questo lo rende imbranato? Si, i maschi alfa sono decisamente migliori ma, e questo pensiero è dedicato a tutte le signore in ascolto, sono dei buoni mariti?

 Sposare un "imbranato" ti renderà felice

"Mi lasci? E io ti strappo tutti i denti"

Forse non è stato furbissimo questo Marek Olszewski, polacco, a tornare dalla sua ex ragazza dentista poco dopo averla lasciata per un’altra. Con il mal di denti, si è steso sul lettino da operazione e lei gli ha dato una botta di anestesia sufficiente a farlo rimanere sdraiato per molto, molto tempo. E poi gli ha strappato tutti i denti.








La storiaccia ce la racconta Jezebel muovendo dal New York Daily News. Tornato a casa, gli ha legato la mascella con le bende così che non potesse più aprire la bocca e l’ha fatto andare via. Quando il 45enne è arrivato a casa, dice, “sapevo che qualcosa non andava perché quando ho riaperto gli occhi non mi sentivo più i denti. Quando sono arrivato a casa mi sono visto allo specchio e, c***o, non riuscivo a crederci. La p****na mi ha svuotato la bocca”.
Uno scenario, dice Jezebel, da “incubo”. Lui ora si è rivolto – ovviamente – ad un altro dentista per una bella dentiera, mentre lei è sotto inchiesta per malasanità. “Ho cercato di essere professionale e distaccarmi dalle mie emozioni, ma quando l’ho visto lì ho solo pensato: “Che bastardo”. Marek, peraltro, è stato anche mollato dalla sua nuova ragazza che “non vuole stare con un uomo senza denti”.



 "Mi lasci? E io ti tolgo tutti i denti"

Aspartame e sucralosio, dolcificanti killer?

L’aspartame è cancerogeno? La puntata di ieri di Report ha riportato d’attualità il dibattito sul dolcificante, e messo sotto accusa anche un altro edulcorante, il sucralosio. Ma le conclusioni dell’inchiesta non soddisfano pienamente, anzi: e in particolare sullo studio di Ramazzini (citato) ci sono molti dubbi. Vediamo i dettagli. La storia, come la racconta la Gabanelli:




Quando nel 1965 la Searle – l’azienda farmaceutica dell’Illinois – scopre per caso che il farmaco antiulcera che sta mettendo a punto è dolce inizia i test scientifici sulla sua sicurezza. Otto anni dopo li presenta all’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici che già nel 1974 autorizza l’aspartame per il commercio. E’ però costretta a fare un passo indietro davanti al ricorso inoltrato dall’ avvocato dei consumatori di Washington, James Turner.
Turner spiega a Report che c’erano gravi problemi sanitari trascurati. John Olney, patologo e psichiatra dell’università di Saint Louis, nel 1971 scoprì che l’acido aspartico che compone l’aspartame aveva provocato piccoli buchi nel cervello dei topi. L’avvocato Turner trovò allarmante un altro studio che la Food and Drug Administration aveva ignorato. A sette giovani scimmie fu fatto bere latte con aggiunta di aspartame per un anno. Cinque furono colpite da crisi epilettiche gravi. E una delle scimmie morì nel corso dell’esperimento. Incredibilmente alla scimmia non fu fatta l’autopsia, si legge infatti nel lavoro che “la causa della morte non fu determinata”. Emergono altre magagne nella sperimentazione, ma, dice Report, a quel punto accadono anche cose strane:
Il procuratore Skinner, che doveva avviare l’indagine, sei mesi dopo viene assunto come avvocato dallo studio legale che rappresentava la Searle. Lo seguirà di lì a poco il procuratore capo nominato al suo posto, William Conlon. L’indagine giudiziaria naufraga. La Food and Drug Administration istituisce una commissione d’inchiesta interna formata da tre autorevoli esperti che all’unanimità votano contro l’approvazione del dolcificante. Arrivano a definire uno degli studi “sconcertante”.


Ma a quel punto entra in gioco Ronald Reagan. Che decide di cambiare il direttore della Fda e di chiedere di finanziare la ricerca alla Searle, l’azienda che voleva commercializzare l’aspartame. Due anni dopo Hayes, il nuovo direttore, lascia l’agenzia, subito dopo avere approvato l’aspartame anche per le bevande dietetiche. Successivamente diventa consulente scientifico presso l’azienda di pubbliche relazioni della Searle. Scriveva ieri il Corriere nella presentazione del servizio:


Da allora divenne l’edulcorante più diffuso al mondo, si trova in quasi 5.000 prodotti, dalle gomme da masticare alle bevande, dal dentifricio ai farmaci pediatrici. Ma cosa c’era scritto esattamente su quelle carte, che arrivarono anche al nostro ministero della Salute? Oggi, alla richiesta di visionare i documenti sulla base dei quali fu autorizzato il consumo di aspartame in Italia nel 1982, il ministero ha risposto così: «Non si sa dove siano finite. Abbiamo fatto come direzione quattro traslochi e ad ogni trasloco si è sempre riunita una commissione per la valutazione anche di…» buttarli via.
L’istituto Ramazzini di Bologna nel 2005 pubblica il primo studio sui ratti secondo il quale l’aspartame è un agente cancerogeno.  Ora lo studio italiano, pubblicato a dicembre sull”American Medical Journal of Industrial Medicine’, condotto su topi che hanno ricevuto dosi alte, medie e basse di dolcificante per tutta la vita, rimette in discussione i rischi, dimostrando che nei topi maschi che consumano il dolcificante il rischio di malattia aumenta significativamente: si passa dal 5% del gruppo di controllo (senza aspartame nella dieta) al 18% (gruppo alta dose) per l’epatocarcinoma, e dal 6% (controllo) al 13% (alta dose) per il tumore polmonare. Un fenomeno che non si verifica però nelle femmine.

Nello studio danese, invece – realizzato su dati del Danish National Birth Cohort su 59.334 donne – è stato dimostrato il legame tra il parto prematuro e il consumo di bevande edulcorate. Le donne che le assumono regolarmente in gravidanza hanno il 38% di possibilità in più di partorire prima del termine. Non solo. Per chi ne fa un uso eccessivo (4 al giorno) il rischio di parto prematuro aumenta del 75%.”L’aspartame – spiega all’Adnkronos Salute Morando Soffritti, direttore scientifico dell’Istituto Ramazzini e principale autore dello studio – è contenuto in 6 mila prodotti di consumo (drink, chewing gum, dolciumi), di cui 500 farmaci. E i maggiori consumatori di questa sostanza sono i bambini e le donne in gravidanza”. Queste ultime le utilizzano “perché hanno l’indicazione di non ingrassare, e sperano che abolendo lo zucchero possono evitare i chili di troppo, senza rendersi conto che, invece, ingeriscono una sostanza che non è neutra”, conclude il ricercatore.

A ‘difendere’ l’aspartame – consumato in tutto il mondo da circa 200 milioni di persone – i produttori che contestano i risultati dei due studi.Per l’Associazione internazionale edulcoranti (Isa), le due ricerche citate “presentano numerose inesattezze” e si sottolinea che l’edulcorante è uno dei prodotti “più studiati al mondo”. In particolare per quanto riguarda lo studio danese sulle bevande dolcificate, i produttori rilevano che i dati della ricerca contraddicono tutti gli studi precedenti sul tema. Inoltre , dicono gli industriali, i dolcificanti come l’aspartame hanno un importante funzione di prevenzione del sovrappeso e dell’obesità che attualmente rappresentano un grosso problema di salute pubblica. Secondo l’Isa, infine, i consumatori non hanno alcuna ragione di preoccuparsi se il consumo di aspartame non supera le dosi consigliate dalle autorità europee, ovvero 40mg/per kg di peso corporeo.


 Aspartame e sucralosio, dolcificanti killer?

domenica 29 aprile 2012

I tuoi soldi per la Xbox di Renzo Bossi






Dopo essere stato licenziato dalla Lega, oggi  ha preso la parola Oscar Morando, l’autista che accompagnava Renzo Bossi e lo riforniva di denaro. Migliaia di  euro al mese, spesi per volanti nuovi, gomme da corsa oppure giochi della Xbox, comprati a ritmo folle.


Spendeva soldi per comprare optional della sua macchina, come volanti o gomme da corsa, giochi e accessori per la Xbox, computer un po’ piu’ sofisticati, oppure application per Android”. Sono le parole a Tgcom24 di Oscar Morando, l’ex autista di Renzo Bossi, licenziato proprio oggi per aver obbedito agli ordini di Manuela Marrone e Rosy Mauro che non avevano, secondo quanto riportato nella lettera di licenziamento, le giuste qualifiche per dare istruzioni. Dalla sede ogni giorno o due del mese ritiravo mille  o 2mila euro per le spese mie di benzina o di hotel se dovevo fermarmi al termine di qualche conferenza. I soldi -conclude l’ex autista di Renzo Bossi- sparivano perche’ il ragazzo aveva le sue esigenze, la sua benzina, le sue serate, i suoi locali e i suoi viaggi
“Siccome il mio compito era incentivarlo a fare il suo lavoro, a seguire il territorio di Brescia -continua Morando- dovevo far riferimento a loro due (Manuela Marrone e Rosy Mauro, ndr). Pero’ lui era molto piu’ concentrato a fare le sue serate, a trattare la scorta come un giocattolo, a andare in giro con sirena e paletta per andare dal dentista o per andare a farsi qualche massaggio a Brescia”. Oscar Morando ha rivelato infatti che Bossi andava in consiglio regionale solo una volta alla settimana, mentre nel resto del tempo si preoccupava di divertirsi a spese del contribuente.


Fonte: Giornalettismo
I tuoi soldi per l'Xbox di Renzo Bossi

sabato 28 aprile 2012

Quando l'omino del semaforo fa la pipì (foto e video)

Gli omini dei semafori tradizionali non sono un po’ monotoni? Perchè non dare un po’ di vivacità ad uno dei simboli della vita cittadina della nostra epoca? Quest’idea è stata raccolta da un gruppo di artisti della Repubblica Ceca, che ha deciso di provocare i cittadini di Praga inserendo figure sui semafori che hanno comportamenti anche molto provocatori. Omini verdi che orinano, altri rossi seduti sulla tazza del water, e altri atteggiamenti inconvenzionali che attirano l’attenzione dei passanti.







Quando l'omino del semaforo fa pipì

La ragazza che compra casa alla propria famiglia vendendo i suoi capelli






Una giovane brasiliana lascia dal parrucchiere la sua chioma lunga più di un metro e mezzo per aiutare la famiglia.

 
Una giovanissima ragazza del Brasile era probabilmente la detentrice mondiale del record dei capelli più lunghi al mondo. La piccola, di soli 12 anni, non aveva mai accorciato in vita sua la chioma, arrivata alla lunghezza di un metro e mezzo. Grazie alla curiosità attratta dai suoi capelli, la ragazza ha guadagnato una somma molto importante con il semplice taglio della fluente chioma, ed il denaro è servito per compare una casa alla sua famiglia che viveva in una favelas.
I CAPELLI PER UNA CASA -
Natasha Moraes de Andrade era una delle ragazze con i capelli più lunghi del mondo. La bambina, di soli 12 anni, aveva infatti una chioma lunga circa un metro e mezzo. Una lunghezza così straordinaria ed inusuale che ha attirato l’attenzione di molti tra i suoi connazionali. Infatti le è stata offerta una cifra considerevole, cinque mila dollari, per tagliare definitivamente la sua lunghissima chioma, un vero e proprio tesoro per Natasha e la sua famiglia. Ora con ciò che ha ricavato dal taglio dei suoi capelli ha potuto acquistare una nuova casa per lei e la sua famiglia. La giovanissima brasiliiana ha infatti passato una prima parte di esistenza in condizioni di indigenza.

STORIA DI POVERTA’ –
La piccola Natasha viveva, infatti, in una baraccopoli con i suoi genitori e i suoi fratelli. Un’abitazione poverissima e costruita con materiali di fortuna, sita in una delle tante favelas che compongono il panorama urbano delle grandi città brasilinae. Grazie al taglio della chioma più lunga al mondo, Natasha potrà ora dedicarsi allo sport oppure al mare senza più aver paura di bagnarsi i capelli. Una riconquista della libertà che le ha fatto guadagnare pure una nuova abitazione. 


 La ragazza che compra una casa con i suoi capelli

Fonte: Giornalettismo

Non riuscirete a trattenere le lacrime guardando questo video

Provate!





Provate a non ridere se ci riuscite!





Provate a non ridere guardando questo video!

venerdì 27 aprile 2012

La donna che partorisce 9 gemelli: accade in Messico






Lei si chiama Karla Vanessa Pérez Castañeda e vive nello stato messicano settentrionale di Coahuila, al confine con il Texas: è incinta ed entro un mese partorirà. Nove gemelli, per la precisione: non che alla donna mancasse la discendenza, visto che ha già quattro figli. Di cui tre gemelli: insomma, è proprio abbonata alle gravidanze plurime. El Universal dal Messico ci racconta la sua storia.


NOVE BIMBI - Dei nove, tre sono bambini e le altre femminucce. La donna si dice particolarmente preoccupata, “non dorme la notte”, perché non sa esattamente come potrà comprare “il latte, i pannolini e tutto ciò che serve ai bambini”; è giovane, ha 32 anni e già 12 figli, indubbiamente non uno scherzo. Il padre afferma di aver reso pubblica la loro storia “per avere aiuto dalle autorità, o da chiunque voglia, visto che lei è disoccupata e il marito lavora in un’officina ad Arteaga, dove non sempre c’è lavoro.
DA GUINNESS - “Non abbiamo alcun tipo di assicurazione, ci servono le incubatrici e dobbiamo coprire i costi dell’ospedalizzazione”, dice l’uomo; nel frattempo la donna è ricoverata nell’ospedale di Saltillo. “Per adesso”, ha dichiarato la donna, comprensibilmente preoccupata, “non riesco a pensare ai nomi dei bambini. Spero solamente che tutto vada per il verso giusto”. Se tutto andrà per il meglio la donna entrerà nel Guinness dei Primati: tutti gli ultimi parti ennea-gemellari hanno visto molti dei bambini coinvolti morire.: “Il record e’ il parto di nove figli di una donna australiana nel 1971, morti pochi giorni dopo”, scrivono le agenzie giunte in Italia.


 La donna che partorisce nove gemelli

Perchè vogliamo fare figli?






Fare figli non equivale per forza a diventare più felici o soddisfatti, ma aggiunge senso alla vita delle persone, che sentono di avere una ragione in più per vivere: è quanto ha rivelato la ricerca nazionale sulla felicità commissionata dal primo ministro britannico.
I ricercatori hanno ammesso, inoltre, per la prima volta che secondo i loro dati chi è sposato o ha stretto un’unione civile è più felice (anche se non è la prima ricerca a sostenerlo; chi invece è più infelice sono i divorziati o i separati. Il rapporto intitolato “Measuring National Well-Being Programme” (Il programma che misura il benessere della nazione, ndr) sottolinea: “Sebbene la presenza dei figli non alteri la soddisfazione complessiva della vita o migliori le emozioni quotidiane, essi possono portare maggiore significato e scopo nella vita delle persone”.
La ricerca sulla felicità è stata condotta dall’Ufficio nazionale di statistica del Regno Unito su richiesta di David Cameron, secondo il quale è importante conoscere gli argomenti cari dell’elettorato oltre le statistiche economiche. C’è tuttavia chi accusa la ricerca da 2 milioni di sterline l’anno voluta dal leader Tory, basata principalmente su quattro domande relative al benessere delle persone, di essere frivola e inutile.


 Perché vogliamo fare figli?

Ecco quando si diventa davvero adulti






C’è un’età ben precisa in cui si diventa adulti. Secondo alcune ricerche pubblicate su The Lancet il nostro cervello non si sviluppa del tutto fino all’età di 24 anni, e solo dopo il superamento di quella soglia temporale possiamo ragionevolmente ritenere di aver raggiunto la vera maturità.
L’ETA’ DELL’EQUILIBRIO – Ne parla Fulvio Scarparo sul Corriere della Sera:
Recenti ricerche sugli adolescenti pubblicate in The Lancet tentano di dare una risposta alla domanda «A che età si diventa adulti?». I ricercatori non si riferiscono alle apparenti certezze della maturità giuridica: un’età per il sesso, una per guidare l’auto, una per bere alcolici, un’altra ancora per votare e così via. Ma la domanda alla quale tentano di rispondere si riferisce alla maturità naturale e la loro risposta non è quella che convenzionalmente indicava nella pubertà l’inizio dell’adolescenza e attorno ai vent’anni l’ingresso nell’età adulta. Secondo i ricercatori il nostro cervello non si sviluppa del tutto fino all’età di ventiquattro anni e solo dopo questa età possiamo ragionevolmente ritenere che si possa entrare nell’età adulta. Prima il cervello degli adolescenti non sarebbe sufficientemente attrezzato per valutare appieno le conseguenze dei comportamenti. Questo spiegherebbe la sottovalutazione dei rischi, degli effetti dell’abuso di alcolici, di droghe ecc… che in molti ritengono «tipicamente adolescenziale».
SPOSTATO IL LIMITE – Il limite dei 24 anni indicato dalle ricerche troverebbe conferma e darebbe spiegazione, dunque, alle bravate dei vent’anni. Continua Scarparo sul Corriere sella Sera:
Non conterei troppo sulla convinzione che l’ingresso nell’età adulta comporti quel tanto di saggezza ed equilibrio che serve a vivere nel mondo senza far troppi danni a noi stessi e al prossimo. Se però le ricerche saranno confermate è senz’altro utile sapere che il cervello degli adolescenti ha tempi dimaturazione più lunghi di quelli finora ipotizzati. Si pensi, ad esempio, all’apporto che queste ricerche possono fornire quando si valuta la eventuale discordanza tra l’incapacità legale di agire e la capacità naturale del soggetto minorenne. Il fatto è che è del tutto discutibile che «adulto » sia sinonimo di «maturo» e «adolescente» sia sinonimo di «immaturo», almeno finché non ci chiediamo «maturo o immaturo per cosa? ». Io definisco la maturazione come il processo di acquisizione della capacità di separarsi da esperienze precedenti senza che questo impedisca al soggetto di stabilire nuove relazioni, alla ricerca di nuovi e più soddisfacenti equilibri. La precarietà di ogni equilibrio raggiunto rende continua la ricerca, relative e provvisorie le diverse tappe raggiunte, le diverse maturità, fisiche, affettive, cognitive, morali e sociali. Siamo sempre più o meno maturi per affrontare certe prove e contemporaneamente più o meno immaturi per altre. Secondo questa definizione, da uno stato fusionale in cui il neonato è ancora soggetto pienamente e sanamente immaturo, nel corso dello sviluppo si afferma con sempre maggiore evidenza la capacità di separarsi e stabilire nuove relazioni.
LA MATURITA’, LE MATURITA’ -  Nonostante la ricerca scientifica, però, resta sempre difficile fornire una definizione univoca di maturità:
La nostra maturità è messa alla prova ogni giorno. Il bambino e l’adolescente soffrono se essi stessi o altri confondono il processo, la maturazione, con una o più delle sue tappe, le diverse maturità che vengono via via raggiunte a livelli e in tempi differenti da individuo a individuo. Soffrono se percepiscono, o altri percepiscono, il loro processo di maturazione come privo o carente di caratteristiche essenziali quali il movimento, l’orientamento e la regressione, se in altre parole scambiano, o altri scambiano, un fotogramma con l’intero film della loro vita. In altri termini, al bambino e all’adolescente va riconosciuto il diritto all’immaturità, totale all’inizio dell’esistenza, ma anche quello al riconoscimento di tempi personali di maturazione che non procede mai senza arresti e regressioni. Arthur Koestler in Buio a mezzogiorno faceva dire a un suo personaggio, in risposta a chi gli chiedeva a quale età era diventato adulto, che sono le esperienze che ci fanno maturare: «Se vuoi veramente sapere, sono diventato uomo a diciassette anni, quando fui mandato in esilio per la prima volta».


 Ecco quando si diventa davvero adulti

La ragazza avvelenata dal fast food, riceve 8 milioni di dollari come risarcimento





Un tribunale australiano ha condannato la catena di fast food Kentucky Fried Chicken a versare 8 milioni di dollari australiani (6,3 milioni di euro) a un’ adolescente, gravemente menomata dopo aver mangiato un panino al pollo infettato.

Nell’ottobre del 2005, la bambina Monika Samaan, all’epoca 7 anni, dopo aver consumato un pasto in un ristorante della catena Kfc di Sydney, è stata colpita da encefalopatia alla salmonella, che le ha provocato gravi handicap cognitivi, del linguaggio e della motricità.

 La settimana scorsa, la corte suprema dello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud aveva riconosciuto responsabile il gruppo statunitense e oggi ha annunciato l’importo da versare alla famiglia della ragazza. Durante il processo, il giudice Stephen Rothman ha stabilito che il pollo consumato dalla bambina era stato contaminato a causa della “negligenza” di “uno o più impiegati di Kfc”, che non hanno seguito le regole igieniche per la preparazione dei panini.


 La ragazza avvelenata dal fast food

Censimento 2011, tutto quello che non sai su di te





Siamo 59.464.644 i residenti in Italia. In Italia risiedono 28.750.942 maschi e 30.713.702 femmine. Con una differenza di 1.962.760 individui; ci sono in media 52 donne ogni 100 abitanti. Il 46% dei cittadini censiti vive al Nord, il 19% al centro e il 35% al sud e nelle isole. Il 70% degli 8.092 comuni ha una popolazione inferiore a 5 mila abitanti; in questi comuni dimora abitualmente il 17% della popolazione, mentre il 23% vive nei 45 comuni con piu’ di 100 mila abitanti. Questi sono i dati dell’Istat, le prime elaborazioni sul censimento 2012.

Dal primo censimento del 1861 al piu’ recente, la popolazione residente in Italia e’ quasi triplicata, passando da 22 milioni a circa 59,5 milioni. Negli ultimi 10 anni, la popolazione e’ cresciuta soprattutto al centro-nord dove oltre il 70% dei comuni ha registrato un incremento demografico; all’opposto il numero dei residenti e’ sceso in oltre il 60% dei comuni al sud e nelle isole. Il 44% dei questionari dell’Istat e’ stato consegnato agli uffici comunali, il 22,6% agli uffici postali e il 33,4% (8,2 milioni) via Internet. A compilare il questionario sul web sono state in misura relativamente maggiore le famiglie che vivono nei comuni fino a 5 mila abitanti (37%) e al sud (40%). L’Istat prevede che entro il 31 dicembre prossimo sara’ pubblicata la popolazione legale di ciascun comune distinta per sesso, anno di nascita e cittadinanza italiana o straniera. Tutti gli altri dati tra marzo e maggio 2014.

La popolazione straniera abitualmente dimorante nel belpaese, si legge nel Rapporto, e’ quasi triplicata, passando da 1.334.889 persone censite nel 2001 (dato definitivo) a 3.769.518 nel 2011 (dato provvisorio). Un incremento proporzionale si rileva anche nell’incidenza degli stranieri sul totale della popolazione che sale dal 2,34% al 6,34%. La situazione italiana, rileva l’Istat, si avvicina cosi’ sempre di piu’ a quella dei paesi con una piu’ lunga tradizione immigratoria. Il forte aumento dei cittadini stranieri contribuisce in maniera determinante all’incremento della popolazione totale nel decennio tra gli ultimi due censimenti, confermando la tendenziale staticita’ demografica della popolazione di cittadinanza italiana.

‘Rispettare il contratto di lavoro per avere l’articolo 5 che prevede la stabilizzazione dei precari entrati con un concorso’. Questo chiedono un centinaio di precari dell’Istat che hanno cercato di fare irruzione nell’aula magna dell’Istituto, a Roma, dove questa mattina il presidente dell’Istituto di statistica presentera’ i risultati provvisori del 15* censimento generale della popolazione. Un centinaio di lavoratori precari dell’Istat si sono ammassati nel corridoio che precede la sala al grido di ‘vergogna, vergogna’ accompagnato dal suono di fischietti. In un volantino distribuito e firmato dalla Flc Cgil, si legge che ‘il risultato diffuso oggi e’ il frutto complesso prima di tutto del lavoro qualificato degli oltre 400 precari dell’Istat, assunti a tempo determinato con procedure concorsuali ad alta selettivita’ i cui contratti sono tutti in scadenza da qui al prossimo anno. Precarie dunque sono anche le sorte del censimento sul quale oltre il 505 della forza lavoro impiegata e’ a tempo determinato (il 20% circa della forza lavoro complessiva)’. Insieme al gruppo nutrito di precari anche 42 vincitori del concorso ex articolo 15 che chiedono ‘l’immediato inquadramento in ruolo al primo e secondo livello professionale’.


 Fonte: Giornalettismo

Censimento 2012, tutto quello che non sai su di te

giovedì 26 aprile 2012

Cosa guardano le donne in un uomo?






Come scelgono le donne il loro partner sessuale ideale? Quali sono le preferenze femminili in fatto di uomini? A svelarlo é uno studio statunitense condotto da alcuni psicologi della "Penn State University" e subito pubblicato sul magazine scientifico "Journal of Experimental Social Psychology".  

Gli studiosi hanno mostrato ad un campione formato da cinquanta studentesse eterosessuali i volti di diversi uomini e donne cercando di mettere in luce i reconditi meccanismi dell'attrazione, analizzata dal punto di vista femminile. In un secondo momento, i ricercatori hanno usato un altro campione di studentesse alle quali i medesimi volti sono stati mostrati divisi in due parti, per inibire la visione d'insieme, costringendole a soffermarsi sui dettagli.   

Nonostante esistano altri fattori che influenzano il giudizio complessivo di una donna, come la voce, gli studiosi statunitensi hanno deciso di focalizzarsi sui tratti del volto che affascinano di più le donne. Mascella, labbra, zigomi, occhi, naso, pelle, tutto è utile alla "pretendente" per formarsi un giudizio positivo o negativo sull'uomo che ha di fronte. Più della bellezza, a focalizzare l'attenzione sono i tratti somatici che indicano una buona salute ed una ottima (presunta) fertilità.

Il risultato comparato ha mostrato che nella scelta di partner sessuali le ragazze osservavano mascelle, zigomi e labbra, mentre per ricavare un generico giudizio estetico privo di implicazioni sessuali ad attrarle di più erano gli occhi, la fronte, il naso, la forma della testa.  

''Non sappiamo - ha spiegato Robert Franklin, membro dello staff di ricercatori - se ciò sia il risultato della cultura, o se è proprio il cervello a processare diversamente certe informazioni dedotte da determinati tratti del viso. Servono ulteriori studi''.   

Le donne scelgono l'uomo forte, orgoglioso e sicuro di sè - Il mito del maschio bello e tenebroso non è del tutto un luogo comune. Stando a quanto riscontrato da una recente ricerca, le donne continuerebbero a preferire la virilità, la sicurezza di sé e la fierezza in un uomo, rispetto a timidezza o a un volto sorridente.

Lo studio arriva dalla University of British Columbia e ha visto come protagonisti mille soggetti di ambedue i sessi, ai quali sono state mostrate diverse foto di persone del genere opposto, il cui volto e la cui postura variavano sensibilmente.
Un’espressione felice data da un bel sorriso, un aspetto fiero e orgoglioso o un atteggiamento timido con lo sguardo basso, erano i caratteri che contraddistinguevano le diverse foto. La ricerca, pubblicata sulla rivista Emotions, aveva lo scopo di indagare sul rapporto tra emozione e seduzione, analizzando le reazioni determinate dall’istinto, vista la scelta immediata che i soggetti erano tenuti a fare.

Ebbene si è visto che le donne propendevano nettamente per l’uomo forte e sicuro di sé, mentre gli uomini, viceversa, sceglievano donne con i volti sorridenti, felici e privi di preoccupazione.
“E’ importante notare – hanno spiegato gli autori Jessica Tracy e Alec Beall – che nello studio abbiamo esplorato solo la prima impressione riguardo all’altro sesso e non la predisposizione a un rapporto di lungo termine”. Infatti secondo quanto riscontrato, se si dovesse fare l’improbabile scelta di scegliere un partner da una foto per un rapporto a lungo termine, anche le donne preferirebbero gli uomini sorridenti e felici.


 



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